2 novembre 2022

Le assicurazioni e il mistero dell’attentato ai gasdotti Nord Stream


Riccardo Sabbatini

Gli assicuratori fanno i conti con la geopolitica. Gli attentati che a fine settembre hanno danneggiato i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, i quali collegano la Russia alla Germania, sono ancora avvolti nel mistero. E suggeriscono problematiche nuove a chi per mestiere assicura i rischi. In particolare il modo in cui gli assicuratori coinvolti nella vicenda risponderanno a eventuali domande di risarcimento dei danni potrebbe avere un impatto rilevante anche nelle relazioni tra gli stati. Un lungo servizio di Reuters in questi giorni ha per la prima volta illuminato aspetti poco conosciuti della vicenda rivelando che Munich Re e sindacati dei Lloyd’s di Londra sono tra i principali sottoscrittori del Nord Stream 1. Reuters non è stata in grado di identificare tutti i sottoscrittori, ma una fonte ha detto che anche l’assicuratore svizzero Zurich è esposto su Nord Stream 1. Sebbene non sia ancora stata presentata una richiesta di risarcimento per i danni e le interruzioni del gasdotto, due delle fonti hanno dichiarato a Reuters che gli assicuratori di Nord Stream 1 potrebbero contestare qualsiasi richiesta di risarcimento sulla base del fatto che il danno è stato un atto di autosabotaggio o di guerra, due situazioni che generalmente non sono coperte da assicurazione.

Per i sottoscrittori dei gasdotti, che secondo il sito web di Nord Stream è costato 7,8 miliardi di euro, la posta in gioco è alta. L’azionista di maggioranza di Nord Stream 1, con una quota del 51%, è una filiale del gruppo energetico russo Gazprom, soggetto a sanzioni da parte di Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada e ad alcune restrizioni dell’Unione Europea. I gruppi energetici tedeschi Wintershall ed E.ON, invece, detengono il 15,5% ciascuno. C’è poi il fornitore di energia francese ENGIE, che detiene una partecipazione del 9% e la società olandese di infrastrutture per il gas naturale N.V. Nederlandse Gasunie, che detiene anch’essa una quota del 9 per cento.

Gli assicuratori di Nord Stream dovranno dimostrare che la loro polizza non copre i danni causati dalle esplosioni per evitare di pagare qualsiasi richiesta di risarcimento, hanno detto gli avvocati.

Sebbene le polizze sulla proprietà escludano in genere i danni dolosi, i titolari delle polizze spesso acquistano una copertura aggiuntiva, il che è probabile nel caso di Nord Stream, hanno detto fonti legali e assicurative.

A questo punto è essenziale capire chi sia stato il responsabile degli attentati e, in questa ricerca, il mondo delle assicurazioni incontra sul suo cammino la geopolitica

Il Presidente russo Vladimir Putin ha affermato che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno fatto esplodere i gasdotti, un’accusa che è stata respinta dalla Casa Bianca. Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha affermato, al contrario, che il danno al Nord Stream è stato un atto deliberato di auto-sabotaggio.

Se il responsabile fosse un attore statale occidentale, il danno potrebbe essere definito un atto di terrorismo, che secondo una fonte di brokeraggio potrebbe essere coperto da assicurazione. In Gran Bretagna, tra l’altro, è stato costituito da anni uno specifico pool assicurativo sui rischi di terrorismo. Ma, in quel caso, si aprirebbero anche scenari impensati giacché a subire i maggiori danni per l’attentato non sono stati soltanto i proprietari del gasdotto (Gazprom in testa) ma anche chi utilizza le sue forniture (i paesi europei). E chi, in Occidente, ha interesse ad indebolire l’Europa? “Dagli alleati mi guardi Iddio che dai nemici ci penso io”, si potrebbe dire parafrasando un noto proverbio.

Tuttavia, se le indagini dovessero accertare il coinvolgimento della Russia, gli assicuratori potrebbero sostenere che si tratta di un atto di “autosabotaggio”, dato che Gazprom è di proprietà dello Stato. Se c’è stato un coinvolgimento della Russia, il danno al Nord Stream 1 potrebbe anche essere definito come un atto di guerra, cosa che di solito è esclusa dalle polizze assicurative. I proprietari di Nord Stream sono naturalmente maggiormente inclini alla tesi dell’atto terroristico, gli assicuratori a quella dell’autosabotaggio che gli consentirebbe di non mettere mano al portafoglio. L’opinione pubblica avrebbe qualche interesse ad un’informazione non manipolata.

a cura di Riccardo Sabbatini




https://www.intermediachannel.it/2022/10/31/le-assicurazioni-e-il-mistero-dellattentato-ai-gasdotti-nord-stream/


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